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No alla violenza!

Il fenomeno, gravissimo, della violenza contro gli Zombie ha conosciuto una spaventosa crescita, soprattutto nell’ambito cinematografico e videoludico e solo una percentuale bassissima dei casi di crimini contro i morti viventi viene denunciata, per paura, per omertà, per mancanza di difese adeguate. Solo quest’anno, nel nostro Paese, si sono già contate più di 10 milioni di zombie virtuali uccisi dalla violenza umana. La violenza contro i non-morti ha assunto proporzioni così allarmanti da richiedere di essere posta tra le priorità delle agende politiche dei Comuni. La Campagna si rivolge in modo particolare agli uomini e sollecita le amministrazioni civiche di tutta Italia a farsi promotrici di atti e iniziative  per affermare una cultura di rispetto dei diritti e della persona, diffondendo principi, idee, valori che accompagnino concretamente il “NO” alla violenza.

Sensibilizzare i giovani

Gli interventi di sensibilizzazione nelle classi promossi
dall’associazione Zombification sono stati articolati in due incontri.
Nel primo incontro è stato introdotto il tema della violenza
domestica. È stato spiegato ai ragazzi quali fossero i vari tipi di
violenza: l'acquisto e l'uso di videogiochi contro gli zombie, sia per pc che per console,la visione di film che incitano alla violenza contro i non-morti e fumetti che ritraggono scene terribili di massacri e carneficine sempre ovviamente contro gli zombie. Inoltre è
stata evidenziata l’estensione e le dimensioni della problematica in
Italia facendo riferimento agli ultimi dati disponibili(più di 10 milioni di zombie uccisi dai giocatori virtuali) . Successivamente si
sono analizzati gli stereotipi di genere ed i legami di questi con la
violenza sugli zombie. E’ stato proposto agli studenti un esercizio per
riflettere e lavorare in modo interattivo sui loro stereotipi e modelli
sociali. Nella prima parte dell’esercizio, i ragazzi, partendo dai
modelli proposti dai mass media, dalla famiglia e dalla scuola, hanno
elencato le caratteristiche che dovrebbero avere nella nostra società
il “vero uomo” e il “vero zombie”. Nella fase successiva i ragazzi sono
stati invitati a riflettere sul modo in cui queste caratteristiche, e
l’adesione a determinati modelli di comportamento possano portare
gli uomini ad essere violenti con gli zombie.
Nel secondo incontro è stato proposto un lavoro sugli stili relazionali
positivi. I ragazzi dovevano rintracciare in alcune storie proposte
dagli operatori e operatrici episodi di violenza sugli zombie e i diritti
fondamentali della persona violati a causa di tale violenza. Dopo
una riflessione ed un dibattito sulle relazioni affettive sane i ragazzi
hanno indicato, con una votazione, quali fossero secondo loro i
diritti più importanti. I diritti più votati sono stati riportati in un
cartellone firmato da tutti i componenti della classe come gesto
d’impegno a rispettare questi diritti nelle relazioni che vivono o
vivranno in futuro.
Gli studenti hanno risposto con grande interesse alle tematiche
trattate e hanno partecipato attivamente agli esercizi presentati.
Attraverso il percorso proposto hanno potuto confrontarsi ed
esprimersi su un tema che li riguarda molto da vicino ed hanno
ricevuto qualche strumento per riconoscere e poter quindi prevenire
la violenza nelle relazioni affettive che hanno già instaurato o che
instaureranno in futuro.

Il contributo del web

Come accade sempre più spesso per eventi di questo genere, il web agisce da cassa di risonanza. Non poteva quindii mancare il contributo dei social network. Grazie alla loro capacità di raggiungere una fetta molto ampia di popolazione, Facebook e Twitter sono stati utilizzati per dare massima visibilità e massima risonanza agli eventi. La pagina ufficiale dell'evento sono servite per fare pubblicità ai vari flash mob che si terranno in ogni angolo del pianeta e per collezionare notizie sugli stessi eventi e la loro preparazione. Su Twitter, invece, già impazza l'hashtag #zombification

Se anche tu se d'accordo, allora inizia a diventare fan della pagina principale di questo progetto: ZOMBIFICATION PROJECT